
Non basta offrire una buona attività sportiva per attirare nuovi iscritti. Prima di scegliere, le persone devono sapere chi sei, cosa fai e perché dovrebbero affidarsi a te. Ogni nuova stagione sportiva porta con sé una domanda che accomuna gran parte delle associazioni dilettantistiche.
Come possiamo aumentare il numero degli iscritti?
Una domanda legittima, perché la continuità delle attività dipende anche dalla capacità di coinvolgere nuovi praticanti e mantenere nel tempo il rapporto con quelli già presenti.
Eppure, prima di concentrarsi sulle iscrizioni, sarebbe opportuno affrontare una questione forse ancora più importante. Quante persone, nel territorio in cui opera una società sportiva, conoscono realmente la sua esistenza e le attività che propone?
Non parliamo soltanto degli atleti già tesserati, delle loro famiglie o di chi segue abitualmente le pagine social. Parliamo di tutte quelle persone che potrebbero essere interessate a praticare uno sport, ma che non hanno ancora individuato una società alla quale rivolgersi.
Genitori alla ricerca di un'attività per i propri figli, adolescenti che vorrebbero provare una nuova disciplina, adulti interessati a riprendere l'attività fisica. Un pubblico potenzialmente molto più ampio di quello che una società riesce abitualmente a raggiungere.
Essere presenti non significa essere conosciuti
Molte associazioni sono convinte di comunicare adeguatamente perché pubblicano regolarmente contenuti sui social. Fotografie delle squadre, risultati delle gare, convocazioni, locandine degli eventi e aggiornamenti sulle attività. Informazioni certamente utili, soprattutto per chi già conosce la società. Ma dobbiamo considerare un aspetto fondamentale.
Gran parte di questi contenuti si rivolge a persone che hanno già un rapporto con l'organizzazione. Chi osserva dall'esterno potrebbe non conoscere i protagonisti delle fotografie, non comprendere il significato dei risultati agonistici e non trovare informazioni sufficienti per avvicinarsi. È una differenza sostanziale.
Una società può essere molto attiva nella comunicazione e rimanere, allo stesso tempo, poco conosciuta al di fuori della propria comunità. La vera sfida non è soltanto comunicare con chi già pratica sport, ma riuscire a raggiungere chi potrebbe cominciare a praticarlo. Per farlo occorre cambiare prospettiva.
Non limitarsi a documentare ciò che accade, ma spiegare cosa si offre, a chi ci si rivolge e quali esperienze possono vivere le persone che scelgono quella società.
Le persone scelgono ciò che conoscono e comprendono
Quando una famiglia valuta un'attività sportiva per il proprio figlio, non cerca semplicemente un corso. Cerca un ambiente affidabile, persone competenti, un'organizzazione seria e un percorso educativo adeguato. La qualità degli allenamenti è importante, ma difficilmente può essere valutata da chi non ha ancora avuto occasione di conoscere la società.
Per questo diventa fondamentale raccontare anche ciò che normalmente rimane dietro le quinte.
La preparazione degli allenatori, il lavoro con i più piccoli, l'attenzione alla crescita individuale, i valori educativi e l'organizzazione delle attività. Una breve intervista a un tecnico può contribuire a costruire fiducia.
Un video che mostra una lezione può aiutare un ragazzo a immaginare sé stesso mentre pratica quella disciplina. Un approfondimento sulla storia della società può trasmettere continuità, esperienza e credibilità. Non si tratta di costruire un'immagine artificiale o di utilizzare messaggi pubblicitari eccessivi. Si tratta di rendere visibile e comprensibile il lavoro che viene già svolto quotidianamente.
La visibilità non è riservata soltanto a chi vince
Nel mondo sportivo si tende spesso ad associare la visibilità ai risultati agonistici. Le squadre che vincono, gli atleti che conquistano titoli e le società che partecipano ai campionati più importanti ricevono naturalmente maggiore attenzione. Ma la promozione dello sport non dovrebbe seguire esclusivamente questa logica.
Una piccola associazione che lavora con trenta bambini può svolgere un'attività educativa straordinaria. Un tecnico che insegna una disciplina poco conosciuta può rappresentare una risorsa preziosa per il territorio. Una società che opera lontano dai grandi centri urbani può offrire opportunità sportive importanti a una comunità. Il valore di una società sportiva non coincide necessariamente con la sua notorietà.
E la possibilità di farsi conoscere non dovrebbe dipendere soltanto dai risultati ottenuti. La visibilità è uno strumento che può contribuire alla crescita di tutte le organizzazioni, indipendentemente dalle loro dimensioni. Naturalmente, per essere efficace, deve essere costruita con continuità.
Una campagna promozionale realizzata esclusivamente nel periodo delle iscrizioni potrebbe non essere sufficiente a generare fiducia e interesse.
La conoscenza di una società si sviluppa nel tempo, attraverso contenuti, esperienze e relazioni.
Farsi trovare è parte della strategia
Oggi la ricerca di informazioni avviene sempre più spesso attraverso strumenti digitali. Ma essere presenti online non significa automaticamente essere facilmente individuabili.
Una società potrebbe avere una pagina social aggiornata e non comparire nelle ricerche effettuate da persone interessate a una determinata disciplina nel proprio territorio. Oppure potrebbe essere individuata, ma non fornire informazioni abbastanza chiare da favorire un contatto.
Per questo è importante considerare anche la presenza all'interno di strumenti dedicati alla ricerca sportiva. Sportale sviluppa il proprio motore di ricerca proprio per facilitare l'incontro tra le persone che cercano uno sport e le società che lo propongono. Un percorso sostenuto anche dalla pubblicazione di notizie, eventi, interviste e contenuti realizzati direttamente nelle strutture sportive.
L'obiettivo è ampliare le occasioni nelle quali una società può essere conosciuta e individuata, andando oltre i confini dei propri canali. Non significa garantire automaticamente nuove iscrizioni.
Significa creare condizioni più favorevoli affinché possano arrivare.
Prima la conoscenza, poi la scelta
Una società sportiva dovrebbe imparare a osservare la propria organizzazione anche con gli occhi di chi non la conosce. Le informazioni sulle attività sono facilmente accessibili?
Il lavoro degli allenatori viene raccontato in maniera comprensibile?
Chi visita i canali digitali riesce a percepire l'identità della società e a capire come avvicinarsi?
Sono aspetti che meritano attenzione quanto la preparazione della nuova stagione agonistica.
Perché investire nella qualità delle attività è fondamentale, ma occorre anche mettere le persone nelle condizioni di scoprirla. Se una famiglia non conosce la tua società, come può prenderla in considerazione quando deve scegliere uno sport?
È da questa semplice riflessione che dovrebbe partire una parte importante della strategia di sviluppo di ogni ASD. Prima di chiedere di essere scelti, bisogna creare le condizioni per essere conosciuti.