
Il prossimo fine settimana del 21 e 22 Marzo si chiuderà la regular season della DR1 pugliese organizzata dal comitato regionale Fip Puglia e dal suo Ufficio Gare.
In entrambi i gironi la classifica è ancora aperta, ma le partite non saranno disputate nello stesso orario.
Una decisione che lascia perplessi.
Quando un campionato arriva all’ultima giornata con la classifica ancora tutta da scrivere, la regola non scritta dello sport è semplice, tutte le partite si disputano in contemporanea allo stesso orario.
È una questione di correttezza, di trasparenza e, soprattutto, di rispetto per la competizione.
Ecco perché la programmazione dell’ultimo turno del campionato di DR1 Regionale Puglia lascia più di qualche interrogativo.
Un turno decisivo, perché sia nel girone A sia nel girone B restano ancora diverse posizioni da assegnare. In palio ci sono gli ultimi posti per i playoff promozione per la serie C, ma anche piazzamenti delicati per evitare i playout per la retrocessione in DR2, un finale di stagione, dunque, tutt’altro che scontato.
Eppure le partite non si giocheranno in contemporanea, una prassi consolidata quando ci sono ancora obiettivi da decidere, nel basket così come nel calcio e in molte altre discipline sportive.
Il motivo è evidente, evitare che il risultato già noto di una gara possa influenzare l’atteggiamento di altre squadre impegnate nelle partite successive.
È il modo più semplice per tenere lontani sospetti e polemiche sui cosiddetti “biscotti”, quei risultati che talvolta finiscono per favorire entrambe le squadre in campo o danneggiarne altre.
Una scelta che alimenta dubbi, perché nel caso della DR1 pugliese, l’ultimo turno si giocherà in giorni e orari diversi, una decisione che inevitabilmente alimenta perplessità tra appassionati, dirigenti e addetti ai lavori.
È chiaro che nei campionati regionali possano esistere difficoltà organizzative, la disponibilità degli impianti, gli impegni delle palestre, la gestione delle designazioni arbitrali.
Tuttavia, proprio quando un campionato arriva al suo momento più delicato, la contemporaneità delle partite dovrebbe essere una scelta di buon senso prima ancora che regolamentare.
La domanda resta lì, nessuno mette in dubbio la lealtà sportiva delle squadre impegnate nel campionato, né la grande correttezza dentro e fuori dal campo, ma proprio per questo motivo resta il quesito che molti si stanno ponendo: perché non far giocare l’ultima giornata tutta alla stessa ora?
Una risposta ufficiale potrebbe aiutare a chiarire la scelta e a evitare inutili discussioni, con l’auspicio che l’epilogo della stagione sappia offrire solo ciò che lo sport dovrebbe garantire, partite vere, equilibrio e risultati conquistati fino all’ultimo possesso.
Redazione Sportiva - Sportale