Basket

Grandissima soddisfazione per le Azzurre del basket 3 contro 3 under 23 che per la prima volta nella storia conquistano il podio nella 19ª edizione dei giochi del Mediterraneo disputatasi in Algeria presso Orano dal 25/6 al 5/7/2022.

Il team composto dalle giovanissime Giulia Bongiorno (a.2000), Beatrice Del Pero (a. 1999), Sara Madera (a.2000) e Giovanna Elena Smorto (a.1999) ha sin da subito dimostrato grinta e determinazione, lasciandosi alle spalle l’Egitto e la Tunisia con un risultato finale rispettivamente di 15-4 e 17-11.

Nei quarti di finale hanno affrontato la Serbia battendola 17-11 arrivando così in semifinale dove hanno ceduto il passo alla la Spagna. Infine hanno condotto la partita contro la Turchia nella finale per il terzo e quarto portando a casa la vittoria.

La formazione azzurra, allenata dal Coach Luciano Nunzi (Formatore Comitato Nazionale Allenatori dal 2004) che ha condotto i Lions Bisceglie ai quarti di finale del campionato nazionale di serie B nella stagione 2021-2022, e che è stato riconfermato anche per la prossima stagione, ha ricevuto le congratulazioni del Presidente della FIP Giovanni Petrucci.

Qui di seguito le considerazioni del Coach Nunzi sulle dinamiche di gioco del 3×3 e alcune valutazioni a margine dell’evento.

 

Come si prepara una squadra ad un incontro di Street basket? Vengono utilizzati schemi particolari o i giocatori sono più liberi di interpretare la partita?

Tutte e due le cose nel senso che durante la partita ci sono momenti chiamati check dove si parte da fermi e li’ viene data un’organizzazione alla squadra con varie possibilità e varie soluzioni. Questo perché se si viene scoutizzati dalla squadra avversaria, per questa diventa facile difendere. Si può invece intervenire un po’ di meno sui discorsi rimbalzo e canestro subíto, dove si preparano determinate situazioni, come ad esempio l’uscita in palleggio piuttosto che l’uscita col passaggio, ma molto dipende dallo schieramento che si presenta in campo e quindi la capacità di lettura del giocatore in questi casi è fondamentale.

Nella pallacanestro classica una singola decisione del coach può modificare l’esito della partita. Nel 3×3 il ruolo dell’allenatore è fondamentale come in quello 5×5?

Questa domanda si lega molto a quella precedente, ti faccio un esempio: l’allenatore nel 3 contro 3 non è in campo ma è fuori e quindi partecipa alla partita dall’esterno. Oltretutto i giocatori non possono interloquire con l’allenatore altrimenti vengono sanzionati con il fallo tecnico, pertanto è chiaro che tu da fuori puoi consigliare quale situazione giocare in relazione al terzetto presente in campo ma soltanto dal check, cioè da palla ferma. Nel caso invece di palla in movimento perché hai subito un canestro o hai preso un rimbalzo, lì chiaramente non puoi intervenire ma devi aver preparato tutto prima. 

Salire sul podio rappresentando la propria nazione è una soddisfazione enorme che ben pochi allenatori ed atleti hanno sperimentato. Cosa si prova di aver vinto una medaglia in maglia Azzurra?

Questo è molto bello. Allora intanto è la seconda volta che mi capita perché la prima volta era successo ad un torneo internazionale a Mannheim in Germania. Un torneo importantissimo a livello giovanile ed eravamo arrivati terzi. Quella è stata la prima medaglia… è particolare perché quando hai la maglia della nazionale addosso è tutto particolare. Io mi ricordo ancora la prima partita del campionato europeo under 18 a cui ho partecipato. Un’emozione indicibile sentire l’inno con la maglia dell’Italia è stata una cosa da brividi, soprattutto vincere la medaglia in un contesto come quello dei giochi del Mediterraneo è chiaramente una soddisfazione grandissima. Quella di Orano è stata una medaglia veramente inaspettata, perché nel percorso di preparazione le ragazze avevano sempre partecipato a dei tornei con squadre senior, perdendole praticamente tutte. Quindi siamo arrivati cercando di tirar fuori il massimo e loro sono state molto brave nel clima del torneo ad arrivare fino in fondo, soprattutto dopo la sconfitta in semifinale con la Spagna. 

Nel basket e negli sport di squadra in generale, prima di affrontare una gara, sono indispensabili le parole dal proprio allenatore. Che consigli o suggerimenti ha dato alle sue giocatrici prima della finale contro la Turchia?

Sul discorso motivazioni, ci sono casi in cui le stesse sono date dall’ importanza della partita. Personalmente ho sentito soltanto di fornire un’analisi positiva possibile di quella che era stata la semifinale persa con la Spagna, a causa di alcuni episodi che, secondo me, se non si fossero ripetuti così come è successo, potevano consentirci di raggiungere un diverso traguardo. Purtroppo con la Spagna avevamo avuto una percentuale di tiri liberi disastrosa ed eravamo partiti con un handicap sbagliando due tiri da sotto. Chiaramente limando questi errori la partita con la Turchia poteva prendere subito un’altra piega e lì va dato merito alle ragazze che hanno continuato ad avere fiducia in quello che avevano fatto fino a quel momento.

Gli errori sono stati limati come mi aspettavo e quindi automaticamente ci siamo trovati a condurre dall’inizio alla fine tutta la partita.

Foto dal web

Ferdinando Provaroni (ufficio stampa Sportale)

Nando Provaroni
Author: Nando Provaroni

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